ABOUT ME

Savino Maria Italiano nasce a Potenza nel 1985 e risiede attualmente nella città di Barletta. Consegue una laurea in Filosofia nel 2008. In ambito artistico approfondisce i linguaggi e le tecniche teatrali a Roma con i percorsi formativi di Thomas Otto Zinzi e successivamente il metodo di A.Vasil’ev con Daniele Nuccetelli, Maurizio Lucà, Monica Samassa, Giovanni Guardiano, Svetlana Kevral. Nel 2006 incomincia il suo studio sulle tecniche della maschera di commedia dell’arte, dapprima come autodidatta e successivamente, nel 2007 con il maestro Claudio De Maglio e prof. Ferruccio Marotti. Studia e approfondisce le tecniche della commedia dell’arte attraverso un percorso di alta formazione dal 2007 al 2010, organizzato dal prof. Ferruccio Marotti e sostenuto dal Centro Teatro Ateneo “La Sapienza” e Ministero dei Beni Culturali. 


La ricerca artistica e l’approfondimento del linguaggio non verbale continua attraverso lo studio del clown, con Gonzalo Alarcon, del mimo con Michele Monetta, della danza contemporanea con danzatori e coreografi come: Marigia Maggipinto, Diana Damiani, Pilobolus, Michele Abbondanza, Collettivo Explorer, Giorgio Rossi. Altri maestri con cui ha seguito ricerche e approfondimenti sono: Carlo Boso (commedia), Memo Dini (acrobatica), Leonardo Petrillo (commedia), Bruno Lomele (armi sceniche).


Attualmente lavora con la Compagnia I Nuovi Scalzi di cui è co-fondatore e direttore artistico e collabora come artista associato con l’Associazione Sosta Palmizi e per alcune progettualità con Teatro dei Borgia. Direttore artistico di numerosi progetti nell’ambito della formazione teatrale ed eventi culturali pubblici e privati. Lavora a livello nazionale e internazionale anche nell’ambito della pedagogia teatrale.

SAVINO ITALIANO

Gioco: partendo dal ritmo per raggiungere l'intesa. Così nascono gli accordi più profondi su cui qualsiasi pièce può costruirsi.
Condividere tempo, visioni e sudore da portare con sé, ogni volta, sulla scena. Dall'immaginazione alla parola, cerco di dare corpo al mio immaginario e a chi, con me, si mette in gioco per mettersi all'opera, per l'opera.